Pechino e la nebbia tutt’intorno

Pechino e la nebbia tutt’intorno

Sono arrivata a Pechino con un giorno di ritardo, in una mattina fredda e nuvolosa.
Non nuvolosa nel senso di cielo coperto.
C’era piuttosto una nebbiolina che nascondeva il sole.

Piazza Quienmen

Piazza Quienmen

Adesso, posso dire che il cielo che copriva Pechino il mio primo giorno rispecchia questa città che forse nessuno può capire fino in fondo, se non chi è nato qui.
È una città poco chiara, sarà per la confusione che regna sovrana o per il brutto carattere di molti dei suoi abitanti, Pechino è distante anni luce dall’ordine, seppure contraddittorio di Tokyo.
Basta pensare alla metropolitana.

Ricordo quella di Tokyo come una moltitudine di formiche che, con traiettorie perfettamente coerenti, raggiungevano nel tempo stabilito la loro meta.
Non ho difficoltà invece a paragonare la metropolitana di Pechino ad un branco disordinato di persone che salgono e scendono le scale nel senso inverso, spingono, sputano, gridano.

Commercio cinese

Commercio cinese

La differenza tra giapponesi e cinesi sta però nel fatto che, mentre i primi ottengono ciò che vogliono con notevole dispendio di energie ed una considerevole dose di stress, i secondi non sembrano preoccuparsi del mondo attorno a loro, vivendo probabilmente meglio di quanto farebbe chiunque.

La confusione delle grandi strade o della metropolitana, non è però la sola cosa che si può vedere qui.
Pechino è anche i suoi hutong, i vecchi quartieri popolari.
Negli hutong l’odore del pesce cucinato a terra si mescola a quello delle fogne e perfino i fiori sono impolverati.
Lì incontri una vecchissima signora che stende i suoi vestiti fuori dalla porta di casa e tu passando pensi a tutta la polvere che prenderanno asciugandosi.

Negli hutong si gira in bicicletta e i bambini che giocano tra i banchi della frutta ti fermano perché vogliono fare una foto con un’occidentale.

Bambini cinesi

Guide cinesi a Pechino

Non ne vedono tanti di occidentali, forse perché non sono molti quelli che vengono qui, dove le condizioni igieniche sono precarie e si rischia costantemente di essere investiti da carretti carichi di roba che sfrecciano e per poco non ti buttano per terra.

Hutong Pechino

Hutong Pechino

Ma per me hanno un fascino particolare, forse perché so di trovarmi davanti a tanti condannati a morte, visto che il Governo cinese sta decimando gli ultimi hutong per fare spazio a nuove costruzioni avvenireristiche, cancellando via via la storia di un popolo, per plasmarla a suo piacimento.

E perché qui sopravvive la vera Pechino, lontanissima dalle Chinatown delle grandi città europee o americane ma vera e autentica città storica che aspetta che sparisca la nebbia per farsi scoprire.

One Response »

  1. Preferisco di gran lunga il Giappone anche se nn ci sono mai stato. Buon proseguimento Sabrina

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