Sam è come hanno iniziato a chiamarmi negli anni ’80 i miei amici americani, e da li anche tutti gli altri.

I viaggi di Sam Viaggiare è un’idea, un desiderio che è sempre stato parte di me fin da bambino quando a cinque anni mi regalarono il primo Atlante geografico e il mappamondo. I sogni partono da li… e dalla curiosità che mi ispiravano località esotiche, civiltà antiche, e meraviglie naturalistiche viste nei mitici documentari della serie ‘Avventura’ che la Rai mandava in onda in quei anni ormai lontani (perché dire ‘remoti’ mi pare eccessivo).

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Da giovanissimo, 14enne (1979), ho iniziato a muovermi sin dove potevo spingermi con i limitatissimi mezzi di cui disponevo, risparmiando lira su lira per un biglietto del treno, fino al primo balzo oltre confine in Austria, la meta naturalmente più vicina a noi (allora la Yugoslavia era comunista ci voleva il passaporto), e quella prima meta straniera raggiunta mi parve così straordinaria che mi fece scattare il desiderio di spingermi sempre più oltre, e a piccoli passi come un vero esploratore girai tutta l’Austria.

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Piano piano, andavano a formarsi nella mia mente progetti sempre più grandi e audaci che richiedevano un impegno economico notevole e organizzazione perfetta, e così mi feci una lista mia di priorità di cose da vedere, di sogni da realizzare… e quando nel febbraio del 1985 andai da solo, negli Stati Uniti, ospitato da un amico militare americano che era stanziato nella base nato del mio paese, e vidi le cascate del Niagara ero al settimo cielo e consapevole di avere realizzato il primo dei miei ‘sogni’ che sembrava irraggiungibile.

Avevo posto la mia ‘prima pietra’ importante.

Quel viaggio fu un’avventura…partii da Belgrado, perché era più economico, arrivai a New York, li non ebbi la possibilità di fermarmi qualche giorno a causa di un problema con l’auto del mio amico, che non riuscì a venirmi a prendere, quindi presi un altro volo sino a Rochester, NY la patria della Kodak. Ero partito anche con la speranza di riuscire a trovare un lavoro e vivere ‘il sogno americano’, non fu così, e per un po’ ne fui rammaricato, ma in ogni caso felice della mia esperienza…anche se mi dispiaceva non avere visto New York…e mi dispiacque ancor di più nell’occasione dei tragici fatti del 2001. A tutt’oggi non sono ancora stato a New York.

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Negli anni seguenti iniziai a lavorare in modo continuativo e quindi aumentò la disponibilità economica, ma sempre con occhio attento alle spese, ho iniziato per cosi dire un ‘Progetto Europeo’ tutto esclusivamente ‘self made’ rigorosamente in auto (sempre piena all’inverosimile) che mi impegnò per quasi un decennio su e giù per l’Europa, principalmente Gran Bretagna e paesi Scandinavi più volte….

La domanda che più di frequente ed inevitabilmente mi sento rivolgere dalle persone nuove che conosco, e da chi già mi conosce come viaggiatore è

“Qual è il posto più bello in cui sei stato/che hai visto?”

e l’unica risposta che posso dare e che ogni volta ripeto è:

”Ogni luogo ha un suo fascino che dipende da quello che tu stai cercando in quel determinato momento della tua vita, o dal sogno che stai rincorrendo fin da bambino, o anche per metterti in gioco per testare fino a dove riesci a spingerti con le tue forze”.

Chiaramente da un punto di vista strettamente personale e soggettivo si può stillare una ‘Top ten’ in base ai propri interessi, siano essi culturali, religiosi, naturalistici, storico-archeologici, etnici, culinari ecc…, infatti molte volte qualcuno mi ha detto: ”…tutti quei km per vedere ‘quattro pietre’…anche rotte”. A me, però, quelle pietre evocano tempi remoti, civiltà scomparse, enigmi mai risolti, mi fanno porre nuove domande, stimolano la mia curiosità, e mi fanno sentire parte integrante e viva di questa razza umana che deve ancora conoscersi sino in fondo, capire verso dove siamo diretti.

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Alle persone, agli amici che mi dicono:”…mi piacerebbe andare a…” sempre dico: “…vai, andate cogliete l’occasione, la vita è una e va vissuta, verrà un tempo che non ci sarà ‘più tempo’ per i rimpianti…., se pensate di non farcela da soli, unitevi ad un gruppo ma non rinunciate, l’esperienza personale ugualmente resterà con voi e nei vostri ricordi per sempre.

La conoscenza richiede sempre un prezzo da pagare, ma fino a quando si tratta solo di beni materiali non è mai un costo così elevato…. e poi ci sono tanti modi per viaggiare senza spendere fortune ma cifre ragionevoli con un po’ di adattamento.

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Il grande ‘nemico’ è il tempo…non ne abbiamo mai abbastanza (la maggior parte di noi), per come viviamo in questa società industriale. E a causa del tempo (…anch’io) siamo costretti il più delle volte a viaggiare come ‘turisti’ non come ‘viaggiatori’, facciamo delle ‘full immersion’ di pochi giorni per vedere l’indispensabile e cercare un contatto con un’altra realtà diversa dalla nostra, assorbiamo come spugne il più possibile per poi elaborare in un secondo momento. Il fatto di ‘fare il turista’ , se pur consapevole, mi infastidisce, ma per non dover rinunciare ai miei progetti ho ‘metabolizzato’ la cosa arrivando ad un compromesso con me stesso, che è meglio un breve soggiorno che non andarci per niente.

6Per cui ai giovani che iniziano a muovere i primi passi nel mondo, vorrei dare un suggerimento importante

Scegliete con cura ed attenzione un luogo lontano, che vi attragga in modo particolare secondo i vostri interessi, e

andateci ora,

avete più tempo a vostra disposizione, un lavoro non incatenante, non avete ancora una famiglia e figli…, magari avete pochi soldi ma il tempo dalla vostra. Io, quando ho iniziato a lavorare ‘seriamente’ ed ero ancora libero da altri impegni di famiglia ecc…, mi sono dedicato forse un po’ troppo all’Europa, che tutto sommato è qui a due passi, sempre raggiungibile, non rimpiango i viaggi che ho fatto ma ora a volte penso che ho dedicato troppe ‘energie economiche’ per un lungo periodo a questo tipo di viaggi, cosi nella ‘lunga lista’ dei miei progetti molti Paesi lontani mancano all’appello, e con il passare degli anni anche le situazioni di vita rendono tutto più difficile da realizzare, però non demordo, ho aggiornato la mia lista creando delle priorità e cercando di analizzare le varie aree geografiche per ottimizzare luoghi e spese. Il mondo ha molto da mostrare, e il viaggiatore molto da vedere…anche se… le migliori cose nella vita sono quelle che non si vedono, ed è per questo che noi chiudiamo i nostri occhi quando baciamo, piangiamo e sogniamo.

Amici, ‘zaino in spalla’ e buon viaggio! 

SAM

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