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Chiara, 26 anni e l’ottimismo contagioso tipico di una bolognese autentica

Parliamo di una città che è stata anche la mia città per cinque anni universitari indimenticabili: Bologna

Domanda di rito: perché visitare Bologna e qual è il periodo migliore per farlo?

Premessa, sono molto di parte. Sono bolognese DOC e quindi per me non c’è stagione per visitarla. Dalla primavera con i colli in fiore all’autunno con i suoi colori. Il periodo migliore per vedere Bologna però resta quello natalizio. La città si illumina e le vie del centro sono vestite a festa.

Bologna_Natale

Da profonda conoscitrice di Bologna, ci consigli un itinerario per visitare la città?

Io inizierei dalla meravigliosa piazza di Santo Stefano con il complesso delle sue Sette Chiese. Nel week end, peraltro, c’è un bellissimo mercato dell’antiquariato dove trovare oggetti tipici e tradizionali.

Piazza_Santo_StefanoDa li l’ideale è tuffarsi in piazza Maggiore dove ovunque ci si giri c’è una meraviglia da ammirare: dal “crescentone” (lo scalino rialzato e tondeggiante che troneggia nella piazza)si vede il palazzo d’Accursio, sede del Comune di Bologna, il Nettuno e la sua famosa fontana, Palazzo Re Enzo, Palazzo dei Bianchi per terminare con la Basilica di San Petronio. Poi proseguirei con le tre vie della famosa T (via dell’Indipendenza, via Rizzoli, via Ugo Bassi) che, specialmente nel periodo natalizio, sono chiuse al traffico e quindi facilmente percorribili a piedi.

Piazza Maggiore - BolognaNon tralascerei però nemmeno il ghetto ebraico perché è una zona storica incantevole con negozietti tipici e musei. A quel punto mi immergerei nella zona universitaria con la sua vita frenetica e le sue facoltà storiche ed aperte al pubblico. Un’altra chicca è via Piella; sotto Bologna infatti ci sono una serie di canali visitabili con visite guidate. In via Piella esiste però una finestrella dalla quale è possibile affacciarsi per vedere la piccola Venezia bolognese. Ultima tappa: Santuario della Madonna di San Luca.San LucaE’ situato poco distante dal centro ed è raggiungibile in macchina o con pulmini organizzati ma io consiglio vivamente di salire a piedi partendo da via Saragozza. La passeggiata è un po’ faticosa ma il panorama di cui si gode all’arrivo, oltre alla bellezza della chiesa ripagano gli sforzi.

Passiamo a temi più succulenti. Si dice Bologna la grassa, perché?

Per via della quantità di prelibatezze tipiche del nostro territorio. Grandi nomi come tortellini, tortelloni, lasagne, crescentine, mortadella, salumi e chi più ne ha più ne metta, giustificano questo aggettivo.

Ci lasci una ricetta della tradizione bolognese?

Il friggione! Pensa che la ricetta, quella originale è depositata in camera di commercio. Anche per questo motivo noi bolognesi teniamo molto a questo piatto perché fa parte di un patrimonio culturale da preservare. É una salsa a base di pomodori e cipolle che si può gustare da sola o servire con le tigelle o i salumi.

friggioneINGREDIENTI

1 kg di cipolle bianche

400 gr di pomodori freschi (preferibilmente non passata)

sale

aceto

zucchero

Si fa bollire ad oltranza per poi gustare il friggione in compagnia e in abbondanza.

Bologna è anche famosa per tigelle e crescentine…ce le presenti? 

tigelle

Sono due im pasti di pane che si differenziano per la cottura. La tigella è cotta in una speciale padella con piccole formine, la crescentina è fritta (tradizionalmente nello strutto). Entrambe vanno consumate farcite con salumi, formaggi o con il tradizionale friggione. Si possono accompagnare anche a marmellate dolci. crescentine

Mi dici qualcosa di Bologna che non si trova nelle guide turistiche?

Andiamo sulle leggende. Riguardo San Luca, la leggenda vuole che non porti bene ai fidanzati raggiungere insieme a San Luca quindi alle coppie non ancora sposate consiglio di visitare il santuario singolarmente! Altra leggenda vuole che chi intende laurearsi non debba mai attraversare il “crescentone” di Piazza Maggiore, né salire sulla Torre degli Asinelli.

Eventi bolognesi in programma?

Ci sono moltissimi mercati e fiere durante l’anno. Quello più interessante è la “Fiera di Sdaz” che si tiene al Palazzo Rosso di Sasso Marconi, allestito per l’occasione con rappresentazioni degli antichi mestieri. “Sdaz” da noi significa setaccio, utensile tipico delle sfogline bolognesi. Si tiene nella prima settimana di settembre.

Ci lasci con un detto dialettale bolognese?

“Piutost che gninta, l’è mei piutost” (piuttosto che niente è meglio piuttosto) e cioè mai la carestia, sempre l’abbondanza, anche in tempi di crisi. Aggiungere ottimismo, buona compagnia e buon cibo, sono i segreti per stare bene!

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