Intervista a Sofia, viaggiatrice zaino in spalla per tre mesi tra Argentina, Bolivia e Brasile.

image

Perché sei partita e perché hai scelto il Sud America?

Era già qualche anno che risparmiavo per raggiungere parte della mia famiglia che vive in Argentina. In argentina ho anche tanti amici perché ho frequentato una parte della scuola.

Sono partita però anche per viaggiare e conoscere il Sud America che non conoscevo. Tre anni fa sono stata in Patagonia e volevo continuare l’esperienza di viaggio in quei posti meravigliosi.

image

Una ragazza che viaggia da sola con lo zaino. Ma non è pericoloso?

Mah, siamo abituati a pensare al Sud America come ce lo vendono tv e giornali quindi come un Paese molto pericoloso.

In realtà, anche il Sud America, come del resto ogni Paese del mondo, necessita di precauzioni per essere visitato.

È infatti un Paese con moltissimi abitanti di diversa estrazione sociale con una parte considerevole di popolazione che vive in povertà. Povertà molto spesso conduce a delinquenza perché la gente non ha altri mezzi di sostentamento.

Questo significa che bisogna stare attenti, tenere sempre gli occhi aperti ma ricordarsi anche che i pericoli ci sono anche vicino a casa.

image

Ho seguito su fb il tuo viaggio e ho letto un post dove raccontavi che, in Brasile, uscendo con un ragazzo, sei caduta in un tombino…

Ah ahah! Si, è vero ma questo genere di situazioni imbarazzanti mi capita anche quando sono a Belluno!

image

Ma, a parte cadere in un tombino brasiliano, qual’è stata l’esperienza più particolare che hai vissuto durante il tuo viaggio?

In Brasile ho provato a vivere come un’artista di strada.

Ho conosciuto un gruppo di ragazzi di Cuba che suonava a ritmo di cumbia e, mentre ascoltavo la loro musica ho iniziato a ballare, dapprima da semplice spettatrice e poi integrandomi nel gruppo. Per un giorno sono diventata la loro ballerina ed è stata un’esperienza fantastica perché essere artista di strada è qualcosa di molto personale e significa interagire con il pubblico e trasmettere tutta l’energia che si ha dentro.

image

Parliamo degli aspetti economici del tuo viaggio. Quanto hai speso per tre mesi in Sud America?

Beh, considerando che per buona parte del viaggio ero ospitata dalla mia famiglia in Argentina, non so dare una cifra complessiva.

Posso però dire che per viaggiare un mese in Brasile ho speso 300 euro.

È bastato utilizzare mezzi di trasporto come auto bus per spostarmi da città a città, mai diretti perché altrimenti non avrei avuto modo di fermarmi per vedere qualcosa di nuovo.

image

Quindi, ingegnandosi, si può viaggiare spendendo veramente poco perché 300 euro in un mese è nulla!

Ci vuole un po’ di spirito di adattamento! Ad esempio, io ho usato molto il couchsurfing che mi ha permesso di conoscere persone fantastiche che mi hanno aperto le porte di casa loro.

Per chi non lo sapesse, mi spieghi cos’è il couchsurfing?

Fare couchsurfing significa mettere a disposizione un posto letto nella propria casa ai viaggiatori che visitano la città o, più semplicemente, mettersi a disposizione per incontrare chi, un po’ spaesato, arriva e non sa esattamente dove andare. Generalmente, nelle grandi città, è faticoso per chi viaggia da solo, conoscere persone nuove. Il couchsurfing, attraverso il suo sito attivo in tutto il mondo, permette al viaggiatore di dire: “ciao, io sono qui!”.

Il principio del couchsurfing è che l’ospitalità è gratuita e che, in futuro, il viaggiatore che è stato ospitato potrà a sua volta ospitare nel suo Paese chi gli ha offerto un posto letto (anche se questo non è obbligatorio!).

image

È sicuro?

Si, perché è necessario inserire nel sito i dati dei documenti. In più, esiste la possibilità di lasciare una valutazione dell’esperienza nel profilo dell’ospitante e del viaggiatore, aiutando chi verrà dopo a orientarsi nella scelta.

Il bello del couchsurfing è che le persone che conosci attraverso questo sito ti guidano alla scoperta del loro Paese e ti fanno vedere sfaccettature che nessun tour operator, né guida turistica ti indicano!

image

Favela a Rio de Janeiro

Continuiamo a parlare della gente che hai incontrato. Quante culture ci sono in Sud America?

Le culture sono molto variegata. Nel nord dell’Argentina, verso la Bolivia ci sono ancora popolazioni indigene. È tutto tutt’altro che commerciale, la gente vive di ciò che produce, ad esempio, li ho assaggiato le empanada, piatto tipico del posto. In più, sono zone caratteristiche da visitare anche perché sono Patrimonio dell’Umanità, ad esempio la Quebrada de Humahuaca.

Chiudiamo con un consiglio per chi vorrebbe partire per un viaggio come il tuo.

Partite lasciando la vostra vita e ciò che pensate.

Partite aprendovi al mondo.

Partite lasciando a casa pregiudizi e modi di fare perché il mondo è meraviglioso e il pericolo è solo l’eccezione!

image

 Ti è piaciuto l’articolo? CLICCA QUI per ascoltare l’intervista di Sofia a Start and stop

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>